#DestinoSperanza – New recording

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#DestinoSperanza – New Recording

Among the most exciting experiences a passionate singer such as myself can go through, is the discovery of familiar repertoire with a new sensibility. Music that has impacted one’s life profoundly, that has been instrumental in one’s decision to take on the life and career of the professional singer can be approached from new angles, uncovering new shades of meaning and new emotions.
This particular project means a lot to me, because I am sharing it with my brother, who happens to be a talented and eclectic musician. The study of classical music has been a solid basis on which Mariano has built, and from which he constantly draws, while allowing his creative genius to expand into different genres in new surprising ways.
Together, we looked at our own Argentinian musical roots with new eyes, from a distance, from the point of view of the migrant who had the privilege of experiencing Europe from the inside and experimenting with different and exquisite paradigms of elegance. Our passion and our need to express ourselves and tell our musical story have been rekindled by a variety of stage experiences and human interactions that taught us a lot about responsibility and compromise, as well as about ourselves and our own vocation.
The Argentinian vocal repertoire carries overtones of a Country that built its identity on the mutual exchange and integration of different ethnic groups. Each culture poured its unique flavour into a growing musical tradition that became a perfect compound of its various influences. Argentinian music feels like the pampas and the gauchos, it’s creole in its essence, but its rhythm bears charming African contaminations, while the well known Habanera melts into a milonga…
It’s hard to trace a line between different cultural influences and I find it liberating to realise that it is actually completely unimportant. There’s so much freedom in just yielding to the music and let oneself be carried away.
It is not the same thing to performing Argentinian repertoire without ever having lived abroad or to approach it after having spent a few years away from home. We needed to develop a new language, in order to convey the essence of this repertoire to worldwide audience, whose idea of Argentina is often limited to having heard of Maradona and having listened to some tango music – and usually not the kind of tango music that is relevant to us. Developing a shared language, to get our message across to such diverse audiences, required us to learn how to listen our own different “languages”, born of our respective histories and cultural backgrounds.
#DestinoSperanza carries our own family name and it reflect our own little but deeply cherished mission.
Destiny played a big part in it, as we had no idea where we were headed when we first joined our local conservatory. Speranza – which means hope in Italian – is also an important part of our experience, as it pulled us through and kept us motivated at the most difficult of times.
We are about to hit the studio together for the first time.
Will you follow our journey? We have so much to tell you.

#DestinoSperanza – Nuova incisione

Non c’è cosa più stimolante per una cantante appassionata del proprio lavoro, come me, che riscoprire con una maturità diversa, sfumature nuove e belle all’interno di spartiti che hanno segnato la sua vita e che hanno avuto tanta responsabilità in quella consacrazione che avviene nel momento in cui uno decide d’intraprendere in modo professionale non solo la carriera, ma la vita di un musicista.
In quest’occasione condivido un progetto che mi sta a cuore più forse di tanti altri, perché a crearlo e coltivarlo assieme a me c’è anche mio fratello, musicista anche lui, oserei direi “poliedrico”. Mariano ha fatto dello studio della musica classica una base solida e dalla creatività riversata in generi poi diversi, un suo punto di forza e di sorpresa costanti.
Siamo tornati a guardare la nostra tradizione musicale argentina, col binocolo e lo spirito del migrante che ha avuto il privilegio di respirare l’Europa da molto vicino e di divagare pertanto in eleganze squisite. I palcoscenici arditi, il contatto con persone ed esperienze che non solo hanno alimentato una vocazione, ma ci hanno insegnato il senso della responsabilità e del compromesso, hanno scavato in noi ancora più passione e desiderio di esprimerci e di raccontare.
Il repertorio di musica vocale da camera argentino ha tutti i profumi di un paese che si formava contemporaneamente ad un fenomeno di adattamento e di fusione tra etnie diverse. Ogni cultura incontrava l’altra e tutto un sentire comune trovava nella musica una sintesi perfetta. In effetti non mancano attinenze alla pampa, al gaucho, al creolo, ai ritmi contaminati in modo affascinante dall’Africa, la tanto nota Habanera diventata milonga…
È difficile distinguere il confine tra gli influssi culturali e personalmente trovo bello rendermi conto di quanto poco sia importante e quanta libertà si possa provare a lasciarsi andare davanti ad un veicolo tanto prodigioso come la musica.
Eseguire il repertorio argentino senza mai aver vissuto altrove non è la stessa cosa che riprenderlo dopo qualche anno lontano da casa. Anche per raccontarlo al mondo – che dell’Argentina conosce forse poco più che Maradona e qualche tango, e non quello che del tango noi riteniamo importante – serve sviluppare un linguaggio che ci avvicini un po’ tutti e questo linguaggio comune nasce quando ascoltiamo, quando impariamo ad ascoltarci nelle nostre “lingue” diverse, come diversi sono la storia ed i percorsi culturali in generale.
#DestinoSperanza porta il nostro cognome e una nostra missione, piccola ma in cui crediamo profondamente.
Destino perché ci siamo iscritti in conservatorio da bambini assieme e non sapevamo dove saremmo arrivati ma oggi siamo qui. Senza alcun dubbio si trattava di un destino. Speranza, perché in mezzo a tante difficoltà per noi è stata il nostro faro e la nostra convinzione.
Tra poco iniziano le nostre prime incisioni in studio…
Ci seguirete? Noi vi racconteremo davvero tante cose.
Ivanna. 18/08/2016.