Le domenica nuvolose come queste possono regalarci momenti speciali.
Mi sono incantata a vedere frammenti di una masterclass tenuta da Strehler a Lugano su “Le Nozze di Figaro” e subito dopo, un video introduttivo di Pamela Villoresi che raccontava la mostra “Strehler tra Goldoni e Mozart” tenutasi a Palazzo Reale nel 2017.
Ecco, tra le cose che più mi emozionano, le rivelazioni vere!
Incredibile quanto -nell’affanno di una creatività di spicco e di una voce propria nella lettura del mondo e delle cose, e lo penso in termini generali- attingiamo a ciò che crediamo sia l’unico modo di personificare le più importanti emozioni umane: ovvero l’erudizione, scambiata per verità. Invece non è sempre così e sarebbe molto riduttivo pensarlo.
Poi, ascolti intimamente uno di questi grandi rivoluzionari che l’arte ci ha dato, e quella verità che si cerca costantemente, ti viene offerta come un pezzo di pane bianco. Identica fragranza. Atemporale e tua. Anche tua.
Chissà se le nuove generazioni, i nuovi allievi che incontro e che incontrerò nella mia ormai definita e consapevolemente scelta strada come docente e mentor dei ragazzi, sentiranno come me, l’emozione che io provo al pronunciare la parola Strehler.
Una scossa!
La gioia di nominare non qualcuno di inarrivabile e lontano, ma qualcuno che ha dedicato la sua vita a rendere il teatro più degno di ospitare il dramma e la tenerezza della natura umana.
L’immortalità esiste in ciò che si tramanda, si ispira, si protegge e si ama.
Ieri camminavo per Milano, nata io dall’altra parte del mondo, e Milano era così dentro il mio cuore come tutte le cose che si provano a indossare con lucida passione, ed estrema gratitudine.