Volver

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(TORNAR, Gardel - Le Pera)
Io indovino le scintille
delle luci che lontano
van segnando il mio ritorno.
Son le stesse che irradiavan
con dei pallidi riflessi
ore fonde di dolor.
Pur non volendolo ancora
si torna sempre a evocare un amor.
La vecchia strada dove l’eco disse:
“Tua è la sua vita, ed è tuo il suo amor”.
Sotto lo sguardo burlone delle stelle
che quasi indifferenti mi han visto tornar.
Tornar…
Con la fronte appassita
la neve del tempo
colora anche me.
Sentir…
Quanto è un soffio la vita;
che vent’anni son niente,
che febbrile lo sguardo
errante nell’ombra
ti cerca e ti acclama.
Sei lì,
con il cuore aggrappato
a un dolce ricordo
piangendo di te.
Ho paura dell’incontro
con il passato che torna
a sfidarsi con la vita.
Ho paura delle notti,
dei miei sogni indolenziti
dai ricordi che fan mal.
Ma il viaggiatore che sfugge
presto o più avanti  si arresta all’andar.
Se può l’oblio distruggere tutto,
finir l’antica illusione che ho.
Serbo nascosta un’umile speranza,
l’unico tesoro che cela il mio cuor.
Trad. Ivanna Speranza

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